Ha vinto il volto giovane, l’aria disinvolta, la voglia di cambiare pagina, il superamento dello schematismo centrodestra contro centrosinistra

E poco ha importato se la facile replica è che i rappresentanti del Nuovo Polo Civico sono perlopiù soggetti politici a pieno titolo: non sono usciti, come a Tivoli, dalla società civile, bensì dai partiti. Sono persone che, a diverso titolo, stanchi degli steccati e degli asfittici antagonismi interni, hanno deciso di intraprendere una nuova via. Si sono uniti, pur appartenendo alla destra alla sinistra e al centro, con la sicurezza che per governare una città i convincimenti ideologici possono essere lasciati da parte.

Importante invece sapere cosa fare con l’impianto TMB, pronto per essere messo in funzione ma anche chiuso definitivamente. Sarà per loro decisivo avere come interlocutore Regione Lazio e Città Metropolitana per tentare, almeno tentare, una politica territoriale concertata. Fondamentale avere personale tecnico in grado di fare progetti per acquisire risorse del PNRR. Sostanziale dovrà essere la guida della città per incentivare occasioni imprenditoriale e rafforzare la voglia di impresa che nasce a Guidonia, così come rendere la città ospitale per nuove occasioni di aperture di nuove attività produttive…

Tutte iniziative, si è ritenuto nel Nuovo Polo Civico, che possono esser fatte con un gruppo coeso. Ritengono che i suoi rappresentanti pur arrivando da diverse botteghe della politica possano tranquillamente cooperare. Ma la qualità di questo sostanziale sessanta per cento consiste nel fatto che in cinque anni di amministrazione Cinque Stelle, e poi in condominio tra il movimento grillino col PD, il Nuovo Polo Civico ha continuato con la sua attività di opposizione e comunicazione. Ha fatto parlare di sé nella sua incessante attività critica senza regalare nulla a chi governava.

Passando invece all’altro campo dei contendenti, al centrodestra questo quaranta per cento non può essere sufficiente. Riuscire a trovare l’unità è stata una grande impresa. E’ stata possibile attraverso la personalità di Alfonso Masini. Tanto lavoro adesso non deve andare sprecato perché tra un anno ci sarà il gran riscatto alle elezioni regionali. Zingaretti dovrà per forza passare la mano, nel PD inizia la solita competizione tra i due big, Leodori e D’Amato. Con questi avversari il centrodestra può riprendersi la Pisana ma se vorrà riuscire nell’impresa dovrà cominciare continuando a tenere sepolta l’ascia di guerra con la quale non ha risparmiato di regolare tensioni.

Queste debbono esser considerate delle prove di trasmissione perché tra un anno, per la Regione Lazio, coloro che si sono candidati a sostegno di Mauro Lombardo faranno la campagna elettorale per il centrodestra. Anche con loro dovrà esserci una riconciliazione.

Esce con una batosta invece il PD. Se da una parte può fregiarsi di essere primo partito della città, dall’altra pare abbia sbagliato tutto: innanzitutto l’alleanza con i Cinque Stelle. Il PD avrebbe dovuto fare il PD: rilanciare una fase di discussione nella città, recuperare fasce del suo elettorato, tenere i contatti coi rappresentanti renziani e calendiani, costruire un quadro di alleanze. E solo in questo grande movimento creare l’alleanza anche coi cinque stelle. Fuori dal ballottaggio – cosa a dir poco unica, per essere il primo partito nazionale e cittadino – il PD ha disperatamente tentato di dare indicazione a sostegno di Lombardo. A grandi numeri non sembra sia servito a dare gran che forza aggiuntiva al movimento di Lombardo. Ora potrebbero reclamare un assessore, anche se non è stato fatto un “apparentamento” ufficiale.

Tranne nel finale, e nei confronti del candidato Lombardo che era l’avversario da battere, non ci sono state grandi provocazioni. Non si dovrebbe faticare molto per arrivare a un clima accettabile perché Guidonia ricominci a lavorare seriamente su di sé. In tal senso i profondi auguri al sindaco in carica Mauro Lombardo.