La parola d’ordine: “difendi-amo la nostra terra”

Villalba alza la testa. La fiaccolata dell’8 novembre ha segnato solo l’inizio di un percorso. Nel primo pomeriggio di sabato giovani e meno giovani hanno gremito piazza della Repubblica per iniziare il corteo nelle vie del quartiere di Guidonia Montecelio. Sono cittadini che chiamano altri cittadini ad essere vigili per l’aria resa irrespirabile dai continui roghi che vengono effettuati in area Stacchini. La situazione aveva preso il via in estate nella zona del Barco dove di notte esalazioni create da fuochi accesi e sostenuti da persone accampate temporaneamente in questa area già aveva creato forti lamentele da parte degli artigiani del luogo. Nei mesi il ricovero di tanti sbandati si è presumibilmente concentrato in zona Stacchini. Un problema che il Comune di Tivoli si trascina da decenni. Una terra di nessuno dove è difficile intervenire con determinazione senza attivare la retorica e la demagogia dei benpensanti che però non vivono a Villalba. A Villalba, di notte, il fetore insopportabile del fumo emesso dai roghi accesi da questa comunità di accampati probabilmente è determinato dai materiale di risulta coi quali venivano attizzati.

Le istanze sono iniziate da parte del Comune di Guidonia presso il Comune di Tivoli. Una situazione sulla quale sono state investite tutte le autorità e di cui i cittadini di Villalba pagano le spese perché i fumi divampano proprio sulle case a ridosso della via Tiburtina e di piazza Repubblica. Di qui l’idea di fare una fiaccolata per accendere le attenzioni di tutti, compresi i cittadini più pigri, su un problema che le autorità locale devono regolare.

La manifestazione ha visto sfilare striscioni non violenti. Parole per chiamare ogni cittadino a riprendersi il diritto di pensare al proprio, quartiere, alla propria terra, alla propria città esattamente in questi termini. Pensare al proprio territorio secondo le leggi dello Stato. Questo significa quindi il diritto di recuperare l’area a una dimensione di decoro che negli ultimi mesi appare compromessa da questa convivenza difficile. La presenza di comunità di persone arrangiate in aree non predisposte alla civiltà come stile di vita, comporta l’innegabile questione della convivenza tra genti. Solo chi è preposto alla salvaguardia dell’ordine e dell’ambiente può salvaguardare un rapporto solidale tra persone. Questa manifestazione è il primo campanello di sveglia. Successivamente arriveranno altre sollecitazioni con altre manifestazioni dove a sfilare sarà tutto il quartiere. La mobilitazione è appena iniziata.