Si scioglie lo stato di accusa nei confronti di Umberto Ferrucci, dirigente all’Urbanistica. Ma non è il caldo. È l’inutilità dell’azione politica aggressiva a portare sempre risultati risibili.

 

(Non tutti sanno che la famosa commedia di Shakespeare con questo titolo intende per “nulla” la mancanza di attributi maschili. E il nulla di maschile è la causa del tanto rumore. Infatti col “nothing”, nello slang dell’inglese elisabettiano, si intende l’assenza dell’organo maschile. Di qui si deduce la presenza di quello femminile. La commedia voleva dire, senza ironia, che tanto rumore si faceva per una donna o più esattamente per il suo valore intrinseco, il suo organo genitale).

Lo stesso si riproduce a Guidonia, ma stavolta non è il bello della femmina a determinare il tanto rumore. L’oggetto del contendere è la mancanza dell’oggetto. Non una questione nello specifico, una realizzazione da fare o da evitare. Semplicemente mettere l’avversario nelle condizioni di non nuocere. Creare il nulla da parte dell’avversario politico. Nulla che richiama il nulla di chi lo invoca. Un sistema di eco che insieme dovrebbero creare omologazione verso il nulla da fare.

La nota in comune guarda al tentativo di ricacciare i personaggi sgraditi nel nulla. E tutto questo è possibile grazie all’aggressione. E di aggressioni il Comune ne ha viste fin troppe, recentemente.

Non vorremmo quindi anche parlare delle battaglie da giureconsulti nei confronti di Umberto Ferrucci, dirigente all’Urbanistica imposto all’acquiescenza per la condanna in primo grado del reato di abuso di ufficio. Non abbiamo simpatia o antipatia precostituita nei confronti di Ferrucci, vorremmo valutare il suo operato in base a quel che fa, non sulla scorta del diritto a farlo.

(La punta di penna e il ricorso alla magistratura ordinaria non offusca la stessa logica della clava per la quale non conta avversare con piena legittimità un progetto da realizzare. Conta piuttosto l’avversario politico. L’obiettivo è mettere nelle condizioni lo stesso avversario di non operare. Di qui l’attività che vuole indurre al suo non operare. Sia intimorendolo che procedendo con le magistrature ordinarie).

Ma qui anche i ricorrenti alle vie legali inciampano sulla legge, o meglio, sul suo funzionamento. La dichiarazione resa da Umberto Ferrucci era antecedente alla legge Severino. È quella dichiarazione a renderlo incompatibile per la Severino. Quindi non può ritenersi in violazione alla sua applicazione.

Se Ferrucci al momento in cui dichiara non è mendace, per lui il reato di “mendacia” non esiste. (“Mendacità”, l’espressione riportata, non esiste in italiano, almeno laddove si intenda dare un senso logico alle parole. Chi è mendace si macchia del reato di mendacia. La “mendacità”, riportata negli scritti, semmai può esser l’abitudine del mendace ad essere mendace).

Ed è questo un altro nothing di cui faremmo volentieri a meno per discutere invece sulle cose da fare.