Il secondo turno è una partita tutta a sé. Inutile contare sul vantaggio precedentemente guadagnato al primo turno. IL 25 giugno, quindi, si troveranno Barbet e Di Silvio senza apparentamenti. Questo non significa che potrebbero contare sul sostegno di qualche amico trovato in campagna elettorale. Ed è anche questa la scommessa.
Tutti sanno che col Movimento Cinque Stelle non si fanno alleanze. IL movimento dei Torquemada de’ noantri vuole fare un ripulisti generale di tutto e di tutti, quindi ogni vicinanza di soggetti infetti dal passato è compromissoria: “L’Onda di rinnovamento deve essere completa, totale”. Deve ripulire. A sostenere questo convincimento è la consapevolezza che se vincesse Michel Barbet l’intera classe dirigente di Guidonia sarebbe decapitata. Ma d’altra parte chi è mosso da questa forza propulsiva ha già votato Cinque Stelle. Questa onda ha già fatto il pieno col voto del primo turno. Difficilmente troverà nuovi adepti al secondo.
Emanuele Di Silvio invece ha la difficoltà nel riportare tutti al voto. La sua promozione a candidato sindaco è stata molto controversa nel suo partito. Dovrà quindi dare prova di grande accomodamento nei confronti della sponda opposta rappresentata Simone Guglielmo (milletrecento voti di preferenze personali). Abbiamo visto che le controversie nel Pd non necessariamente si riconducono a miti consigli. E la posta in gioco del governo della città rappresenta un ostacolo, non una facilitazione alla trattativa: per la corrente opposta al vincente la sua affermazione consiste nel viatico per altri successi, quindi un distacco dal concorrente che potrebbe rilevarsi irrecuperabile.
Il lavoro di ricucitura di Di Silvio dovrà essere cauto per non suscitare ulteriori risentimenti. E poi c’è il gran lavoro con la società, col suo mondo, con la sinistra disunita.
Tornando al duello finale, il rituale consiste nella gara muscolare sui big che le due formazioni riusciranno a portare sul suolo della Città dell’Aria. IL Movimento Cinque Stelle cala gli assi di alcuni suoi senatori in un’iniziativa a Setteville sul reddito di cittadinanza. (Operazione azzeccata in una fase di grande crisi occupazionale che coinvolge specialmente Guidonia).
Emanuele Di Silvio dovrà abbandonare le mongolfiere di Villanova e gli effetti speciali. L’elettorato è sempre più arrabbiato, sempre più incerto verso il futuro, sempre più nel dilemma su come sia potuto degenerare lo stato sociale e sempre più indignato sull’inconsistenza della classe politica nello scongiurare questo stato di cose. Di Silvio dovrà consumare le scarpe per moltiplicare i contatti, salutare, stringere mani, creare empatia al progetto ed esprimere simpatia personale. Quindi, probabilmente, per Di Silvio sarà opportuno evitare di calare gli assi del Pd che arrivano da Parlamento e Senato.
Qualcuno potrebbe dire: “Vinca il migliore”. Ma dall’altra parte si sentirebbe rispondere: “Speriamo di no” (Cit. Nereo Rocco raccontato da Gianni Brera).