Il migliore argomento per consigliare di desistere da intenti bellicosi non è soltanto la motivazione umanitaria. Quella resta sostanziale e profondamente segnata al senso di umanità. Ma questo sentimento non si può invocare in chi non ce l’ha.

Il migliore argomento contro la guerra è che inizia sempre un percorso i cui esiti non si conoscono e sicuramente non si controllano.

Il bombardamento a Kiev sta durando molto più del previsto. La popolazione ed esercito ucraino si mostrano molto più coriacei del previsto e non intendono minimamente arrendersi consegnando il loro futuro di mancata libertà di azione alla Russia. Se infatti Putin prima chiedeva solamente rassicurazioni sulla rinuncia a passare alla Nato da parte dell’Ucraina, dopo la manifestazione di forza accrescerà le sue aspettative. Pallide, ma in effetti non potrebbero essere diversamente, le reazioni del resto del mondo. Unica alternativa potrebbe essere quella di optare per la soluzione militare (come ha ventilato Boris Johnson), ma anche qui – come si diceva prima – si innescherebbero dei processi i cui esiti non si conoscono.

Fa osservare il politologo statunitense Edward Luttwack la prova di forza di tradurrà in una debacle da parte di Putin. Quella da lui iniziata nei confronti dell’Ucraina è una guerra di conquista in piena regola e non avrebbe, l’esercito russo, stanziamenti militari sufficienti per portarla a termine. La Cnn facendo parlare un esperto, infatti, ha divulgato che Putin ha impiegato un terzo del suo esercito in questa guerra di conquista. Ma potrebbe non bastare. Quello che il presidente russo deve temere sono le imboscate da parte della resistenza ucraina e il profilarsi di una situazione tipo-Vietnam.

Questa condizione – secondo Luttwack – porterebbe a rallentare la messa in esecuzione delle sanzioni anti Russia, specialmente la disponibilità dello swift per le transazioni economiche. In questo modo si lascerebbe questo conflitto solo ai diretti interessati e all’Europa l’onere di porsi a momento etico del mondo ponendo una moral suasion finalizzata alla fine dei conflitti. A gran voce la portavoce designata sarebbe Angela Merkel. Chi ha più spessore, storia personale, di lei? Ma non ha peso specifico. Chi rappresenta esattamente? “Quanti carri armati ha?” Come Stalin chiedeva di ogni partecipante alle trattative sulle condizioni della pace.

Appare chiaro che, aldilà delle manifestazioni sociali di solidarietà e nelle dichiarazioni dei singoli, l’insegnamento peggiore di queste esperienze è che quando ci sei dentro non esistono alleati di sorta. Te la vedi da solo fino alla fine. E allora dovremo guardare solo all’esercito, ai volontari, al presidente ucraino per la fine di questo conflitto.