Ancora più importante della designazione del presidente della repubblica è la candidatura del sindaco di Guidonia che potrebbe anche essere “una sindaca”

L’interrogativo negativo serve sempre a dare un’affermazione di cui non si ha coraggio di essere i primi propositori. Quando il popolo degli addetti al lavoro nelle consultazioni non riesce a tirare fuori il coniglio dal cilindro ecco che arriva la grande idea: candidare una donna. Ed è veramente una grande idea se non che le gentili rappresentanti del sesso femminile hanno fatto il salto di specie e negli ultimi anni hanno conosciuto un livello evolutivo che le porta a tenersi al riparo dalle fregature o quantomeno dagli impegni che comportano molti più oneri che onori.

Ma la tendenza è forte in ogni schieramento. Questo ha il senso di trovare una persona che non avendo calcato gli scranni della politica fino a ieri non ha accumulato su di sé inimicizie. Non riuscendo quindi a fare il salto di specie che vede la classe politica dilaniata in un individualismo esasperante si cerca allora di fare il salto di genere. Una donna! Va bene, ma chi? Prima di ricadere nuovamente nell’individualismo allora andiamo a guardare le gentili rappresentanti attualmente già in Consiglio comunale che hanno dalla loro esperienza e conoscenza del corso amministrativo degli ultimi anni. Ce n’è in ogni schieramento. Nel centrodestra ci sono Arianna Cacioni e Anna Ammaturo.

Arianna rappresenta Forza Italia ed è stata la candidata a sindaco con tanto di foto accompagnata a Silvio Berlusconi. Ma prima di tornare a Forza Italia ha fatto un passaggio con Fratelli d’Italia e Lega, partiti a cui è scattato il rancore del consorte tradito. Anna Ammaturo ha conosciuto solo un passaggio, da Lega a Fratelli d’Italia. Già le due formazioni dovrebbero essere alleate ma più facilmente concorrenti, quindi il cambio di divisa è inviso agli abbandonati tanto da diventare oppositori in una proposta che dovrebbe vederli coinvolti.

Ecco spuntare dalla Lega una risorsa già a disposizione della giunta Rubeis. È Anna Di Tella. Preparata, piena di idee … Però deve subire il contrattacco delle altre che si sono viste eliminate precedentemente.

In questa incessante ricerca andiamo dall’altra parte della barricata. C’è Paola De Dominicis eletta nel Pd ma ora nel gruppo del Nuovo Polo Civico. Li sì potrebbe unire il consenso del Pd, da cui è uscita per l’alleanza con i Cinquestelle, e il Nuovo Polo Civico di cui ora fa parte, ma da troppo poco tempo per poter azzardare ad un’idea di candidatura.

D’altra parte il Pd non ha crisi di vocazioni e non perdona chi se ne va dopo esser stato eletto sotto il proprio simbolo. (Ricorda un po’ la bolla papale di Santa Madre Chiesa nella Riforma luterana). Ma la tendenza del momento per il partito lettiano è quella di preservare la grande alleanza. Questo potrebbe comportare il sacrificio della figura più rappresentativa da candidare. E allora potrebbe spuntare una Cinquestelle come candidata di coalizione.

C’è una persona: Elisa Strani. Già i Cinquestelle hanno sacrificato una leader nascente che era l’ex “assessora” all’ambiente, Tiziana Guida. Lo stesso si replicherebbe ora perché l’attuale vicesindaco è troppo presenzialista e ha i metodi più di un notaio che di una movimentista che vuole cambiare il mondo. Quindi anche lei sacrificata dal tribunale del meglio al posto del giusto.

E allora, chissà? Sempre dai Cinquestelle arriva il supporto romano. Proprio da lei che ora si trova sostanzialmente disoccupata e conosce il mestiere … Deve poi portare a termine il lavoro su Guidonia che da Roma non le è riuscito … il TMB.

Brrr! Si ricomincino le consultazioni partendo dal via!