Indice Rilevanza

Esalazione di gas per i falò accesi rende l'aria irrespirabile la notte

Ogni notte l’area del Barco diventa zona per i falò dei nomadi

Due problemi irrisolti ne possono un terzo assai più grave. Il primo problema è la mancata soluzione per un ricovero degno per i nomadi che non trovano di meglio dell’area a ridosso delle cave di travertino, tra Tivoli Terme e Villalba. Secondo problema: la mancata soluzione per i rifiuti che si riversano a mo’ di discarica abusiva. Si tratta di cosiddette zone in cui non c’è nessuno ad esercitare un diritto di proprietà, per cui diventano, in breve, terra di nessuno. Sono ravvisabili in zone abbandonate nell’area industriale che ricade nel Comune di Tivoli. I due problemi irrisolti dalla Regione Lazio diventano un dramma per Guidonia e Tivoli. Di notte, lamentano i cittadini e gli imprenditori di zona, i falò che si accendono creano costantemente pericolo per l’esalazione di gas. I cattivi odori sono evidentemente prodotti dalla combustione di materiali di cui non si sa nulla. Al di là dell’olezzo e dell’aria acre che si respira di notte, gli abitanti dell’asse tiburtino debbono sottostare in questa condizione i cui effetti potranno essere chiari solo tra mesi e anni, quando sarà troppo tardi porre riparo.
Le forze dell’ordine non possono intervenire fin quando non sussiste un fatto acclarato di violazione alla legge. Chiaramente in una situazione tale, si mette alla prova la tenuta per il livello di tensione che è costante. Affinché non venga superata la misura della tolleranza imposta dal buon senso e non diventi l’area l’esplosione di manifestazioni di intolleranza, tipo le parigine banlieu, bisogna porre dei seri correttivi perché la situazione non degeneri in un’autentica guerra tra abitanti e nomadi. La condizione, assicurano gli operatori economici delle attività presenti sul luogo, è già grave. Ed è per questo che bisogna far presto perché non degeneri.