IL “green” è quello delle grandi occasioni. E non si può far a meno di pensare alle prove generali per la Ryder Cup. Ieri il Marco Simone Golf & Country Club ha ospitato la Vialli e Mauro Golf Cup. Consiste in una competizione benefica organizzata dalla Fondazione Vialli e Mauro. I proventi sono devoluti alla ricerca per trovare metodi e terapie mediche sulla sclerosi laterale amiotrofica.

I due ex juventini Gianluca Vialli e Massimo Mauro, hanno chiamato a corte il più grande di tutti: Michel Platini. Ma a fare sensazione era l’intero parterre fatto di autentiche personalità dello sport che, se hanno appeso gli scarpini al chiodo, hanno trovato grande attività motoria e sociale attraverso il golf. Sono Giancarlo Antognoni, Laurent Blanc, Mauro Tassotti, Borja Valero, Christian Panucci, Simone Pepe, Alain Boghossian, Attilio Lombardo e Stefan Schwoch.

Hanno trovato nel golf la nuova passione sportiva meno scomposta di quella lasciata poco tempo fa. E in questa nuova attività agonistica la possibilità di recuperare momenti di solidarietà importanti.

La diciassettesima edizione dell’evento charity ha visto anche i veri professionisti del golf. Campioni come il pugliese Francesco Laporta, dalla Spagna Rafa Cabrera Bello, dalla Scozia Stephen Gallacher e Scott Jamieson, dal Regno Unito Ross McGowan (vincitore nel 2020 dell’Open d’Italia).

Ai personaggi messi insieme per una nobile finalità non poteva mancare la consegna di riconoscimenti speciali. “il Buca 14” in onore di Johan Cruyff, ed il “Premio Giovane Promessa”, in ricordo di Teodoro Soldati (golfista italiano scomparso prematuramente all’età di 15 anni), consegnato a Francesca Fiorellini, tra i migliori talenti del golf azzurro.