Sia Tivoli che Guidonia in predicato di uscire dal Centro di Valorizzazione del Travertino Romano

Esiste da più di trent’anni ma in termini di attività promozionale vera e propria i risultati non sono performanti. Il Centro di Valorizzazione del Travertino Romano è un’associazione che ha in corpo due azionisti pubblici: i Comuni di Tivoli e Guidonia. Mettendo in vendita le loro quote azionarie di minoranza, entrambi i Comuni sono in procinto di uscire dando così due soluzioni al Cvtr, continuare come associazione di imprese puramente privata oppure sciogliersi.

La decisione dei due Comuni avviene in relazione alla disposizione regionale per cui queste attività di commistione pubblico-privato non hanno senso se il pubblico conserva un ruolo di pura testimonianza.

Doveva creare un ponte tra le imprese di estrazione e le amministrazioni ma questo è avvenuto poco e male. Guidonia ne ha pagato di più le spese in rapporti che hanno costantemente alternato tra il teso e il conflittuale. Non faciliterà ora la situazione per cui interesse pubblico e privato viaggiano su due ambiti completamente separati. Se i due versanti vorranno incontrarsi, stavolta dovrà essere per espressa volontà.

In definitiva finora il Centro di Valorizzazione del Travertino Romano per oggettive difficoltà (mancata soluzione delle aree dismesse, problema del ritombamento, creazione mancata di un distretto industriale) è riuscito solo parzialmente a realizzare i suoi obiettivi.

Ma in questa situazione ci potrebbe essere un esito ancora peggiore del male della mancata programmazione concordata di questa ricchezza del territorio. Chi comprerebbe questa quota azionaria? Quale interesse potrebbe avere un subentrante? Anche un’impresa del travertino quale valore aggiunto potrebbe determinare con l’acquisizione? Nessuno.

Il naufragare di questa sede, pur virtuale, di un incontro tra pubblico e privato potrebbe tradursi in un inasprimento dei rapporti. E in una fase in cui si deve riscrivere un progetto per la città non può mancare il primo interlocutore del mondo della sua economia, quella che emerge dalla sua risorsa naturale. La giunta dovrebbe pensarci prima di rispondere pedissequamente ai comandi nella vaga idea di incassare pochi spicci.