Nella comunicazione di Italia Viva Guidonia la prima specifica attenzione è data allo “stare” e al “fare”. Ancora non chiaro se lo “stare” sia in relazione al “fare” o il contrario. Il concetto chiave firmato dai due coordinatori di Italia Viva, Assunta Antonini e Salvatore Di Matteo, guarda però al sociale – come base di verifica dello “stare” –  e alle scelte politica – come dimostrazione del “fare”.

E se lo “stare” si sostanzia con il gazebo a via Roma, in angolo stazione, sabato 12 febbraio, il “fare” si manifesta esplicitamente con l’adesione del partito di Matteo Renzi nelle liste del Nuovo Polo Civico.

Soluzione razionale. Il partito dell’ex premier, infatti, neanche per una soluzione cittadina potrebbe mai avallare una coalizione col Movimento Cinque Stelle. Lo stesso è stato più volte esplicitamente dichiarato dal Nuovo Polo Civico che al suo interno, giova ripeterlo, contiene personalità di derivazione politica molto precisa ma non affini per orientamento generale. La tesi del Nuovo Polo Civico guarda all’interesse della città come prioritario mettendo a margine, per altre battaglie politiche generali, l’adesione a partiti di sinistra o di destra. (Il paradosso vuole che questa impostazione che fu principalmente del Movimento Cinque Stelle – in origine – non veda oggi il partito di governo della città in possibile accordo col Nuovo Polo Civico).

Il partito di Matteo Renzi a Guidonia, non ha dubbi. Raramente ne ha quando opera esplicitamente nella scena. L’incontro col neocentrismo dei civici, che però sono più politico-cittadini che dichiarati per il loro versante di strategia generale, vuole segnare il solco nell’avvenire della città.