Lo farà attraverso Ama. L’azienda municipale ambiente del Comune di Roma è individuata come mediatore tra la Regione Lazio e il Comune di Roma che proprio non ce la fa gestire i rifiuti ordinari. Ed è per questo che la città metropolitana dovrà obbedire al comando. Eppure era stata chiara e netta la risposta dei sindaci dei comuni dell’asse metropolitano. Opposizione decisa al farsi discarica di Roma, in cui brillava per assenza il sindaco di Guidonia Michel Barbet – muovendo, in questo modo, un accenno di disponibilità a collaborare.

Ma l’ordinanza di mercoledì 27 novembre alle ore 20 la Regione Lazio taglia il nodo gordiano di ogni contesa territoriale. I problemi di Roma vanno condivisi con l’asse metropolitano ma non le sue eccellenze come i distretti industriali o il centro Galileo. L’ordinanza di Nicola Zingaretti si legge come una mano tesa alla liaison tra il sindaco di Roma e il governatore della Regione Lazio. Tutto in un clima di tentato avvicinamento per rafforzare la coalizione in contesti ben diversi da quelli romani. A confermare questa supposizione c’è la considerazione che, se questa attenzione nella politica territoriale della Regione Lazio esiste, poteva esprimersi molto prima, senza che il sindaco Virginia Raggi contestasse la risoluzione del presidente Zingaretti e apparendo vincente.

C’è stato un tempo in cui con la parola d’ordine “Guidonia ha già dato” si chiudeva la discarica e si escludeva dall’ipotesi che la Città dell’Aria fosse messa a ricovero dei rifiuti di buona parte della provincia romana.

Con questa ordinanza si teme che questi periodi siano giunti a termine e l’impianto TMB (trattamento meccanico biologico) dei rifiuti realizzato nel 2014 dalla precedente giunta e ancor oggi sotto sequestro per autorizzazione illegittima.

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