Quella di Vittorio Sgarbi è la continuazione di un guerra contro il brutto e la sopraffazione dell’ignoranza come delle varie forme di mafia. Quella di Giulio Tremonti la dimostrazione di un nuovo protagonismo cominciando proprio dall’autocritica. Iniziando a dire, cioè, che era una sciocchezza quella sua frase: “di cultura non si mangia”.

IL progetto politico Rinascimento, invece, parte proprio dalla valorizzazione di ogni realtà nazionale al fine di creare ricchezza condivisa. Si dice la cultura e i beni culturali sono il petrolio dell’Italia. Una frase retorica alla quale nessuno è riuscito mai a dar corso. Il progetto politico firmato Sgarbi&Tremonti parte invece proprio da questo assioma. Innanzitutto preservare e curare. Quindi valorizzare il molto che abbiamo. Se non lo facciamo e non articoleremo pratiche di manutenzione e fruizione al pubblico i moltissimi beni culturali e archeologici di cui dispone il nostro paese sono destinati a sparire. Sono questi gli assiomi del movimento.
Nella presentazione al Senato della repubblica, mercoledì 11 ottobre, Sgarbi inanella i suoi pezzi più recenti insieme alle battaglie conosciute. L’ultima consiste nel nulla osta rilasciato dalla Soprintendenza per la distruzione di una palazzina nel quartiere Coppedè a Roma per costruirne un’altra che contrasta nettamente con lo stile inconfondibile di quel punto incantevole della città. Sempre Sgarbi però non dimentica l’obbrobrio delle pale eoliche che deturpano il panorama naturale della Puglia.
Incentrato, invece, sulla necessità di recuperare un orgoglio nazionale, il discorso di Giulio Tremonti. L’Italia è stata troppo accomodante con l’Unione europea, ha assecondato la tendenza al giuridichese nella conduzione della cosa pubblica producendo leggi e leggine che oggi creano la paralisi. Tremonti ha anche le idee chiare sulle prime leggi sulle quali mettere mano: le Bassanini. Specialmente negli enti locali hanno creato sovrapposizioni di competenze in cui si è perso il principio di responsabilità e quello di effettiva direzione. L’Italia deve invertire la sua rotta e deve farlo col convincimento della sua forza che è data dalla sua storia plurimillenaria.
In questa operazione di rinascita vera e propria – da cui, appunto, Rinascimento – ciascuno territorio deve fare la sua parte: sia dal punto della difesa e manutenzione di quel che c’è, sia dal punto di vista della valorizzazione degli stessi beni.
Rinascimento, quindi, diventa un valore aggiunto all’offerta politica. Presente all’iniziativa anche Maurizio Neri, responsabile e coordinatore per Guidonia di Rinascimento. “Oggi è stata una giornata importante perché il movimento ha fatto un passo in più e una presa di coscienza nella sua determinazione a fare – ha detto Neri – Guidonia ha già iniziato con la realizzazione del museo a Montecelio dove espone La Triade, bene archeologico di importanza storica unica. Lo stesso però dobbiamo fare col resto. E lo dobbiamo fare senza fermarci: Tor Mastorta, il castello di Marco Simone … sono le altre realtà di cui qualsiasi amministrazione cittadina deve occuparsi per la valorizzazione”.