Il fatto: il presidente del Consiglio comunale , Stefano Sassano, fa dimettere Enrico Scattone, assessore alla cultura in quota alla sua componente. 

E a Guidonia potrebbe parlarsi di legge fisica. A dieci mesi dalle nuove elezioni inizia la resa dei conti finale che deve essere letta nel senso dell’accordo per la nuova candidatura della maggioranza ancora in piedi. Cerqua, Sassano, Lippiello, ora Rubeis, il teatro non cambia. L’unico a resistere a questa scossa fu Cerqua che tenne la maggioranza e si ricandidò a sindaco ma perse le elezioni. D’altra parte, cambiare il sindaco al secondo naturale mandato per il governo di una città significherebbe ammissione di errore, quindi perdita certa delle elezioni. Ecco come la “politics” – la politica dei politici, la dialettica tutta interna agli schieramenti interni – riesce a mettersi nel cul de sac dal quale si può uscire solo giocando una carta a sorpresa.

Una mossa già effettuata quando è stato tenuto il numero legale in Consiglio comunale contro le aspettative dei sassaniani e del Centrosinistra. Si era preferito, infatti, non entrare in sede deliberativa, la solita tattica di ostruzione da abecedario del piccolo politico esperto.

(Come quegli studenti somari che non vanno a scuola in massa per evitare il compito in classe o le interrogazioni).

Ma in quella sede la maggioranza dei consiglieri è entrata quindi il Consiglio si è celebrato regolarmente. La maggioranza, o meglio quel che resta, ha tenuto.

Il problema per il sindaco Eligio Rubeis, ora, è trasformare “quel che resta” in quel che c’è, tanto da farlo diventare un prodotto spendibile per il fine corso amministrativo e per la seconda candidatura nel 2014. E in tal senso nascono i problemi.

A complicare la vicenda sussiste il conflitto aperto con le imprese del travertino che sicuramente hanno un peso specifico in tutto il Consiglio comunale, maggioranza o minoranza presunte. (Lo abbiamo già scritto: il Comune intende fare i sopralluoghi in cava e accusa di ostruzionismo i cavatori per queste verifiche. Il problema è che questo si è tradotto in letteratura per la Procura della repubblica).

Il problema è dialogare con le affinità di Centrodestra. Prime tra queste, il Consigliere dell’Udc Michele Pagano i cui rumors danno in predicato di alleanza col Centrosinistra.

Ma c’è un’altra possibilità. Scendere a patti col giovane Consigliere di Fratelli d’Italia, Alessandro Messa, che ha assunto posizioni radicali, e non dà grandi margini di trattativa. Il sindaco Eligio Rubeis dovrà usare il massimo della persuasività per accordare almeno una tregua armata. Ma d’altra parte dovrà fare bene attenzione affinché non gli si apra una falla con l’avversario storico dei Messa, Marco Bertucci.

Un lavoro che spaventerebbe ogni aspirante Bismarck. A svolgere questo ruolo – né Rubeis né il suo entourage brilla in diplomazia – potrebbe essere un Consigliere sempre vicino al sindaco e su di lui giocare una grande scommessa per il futuro di questa città.