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Interrotti i lavori per la strada della Selciatella a causa di importanti reperti archeologici rinvenuti

Durante i lavori di scavo escono fuori, prevedibilmente, reperti che obbligano la sospensione dei lavoro

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Il petrolio italiano consiste nei suoi reperti archeologici.

Il problema è che gli italiani non sanno trasformarli in ricchezza.

E ciò che non arricchisce impoverisce, frena la crescita, ostacola la creazione di infrastrutture.

Una letteratura laica su questo argomento dovrebbe affrontare il problema e decidere se il nostro paese vuole essere una realtà votata alla testimonianza oppure alle sfide dell’attuale.

E tra le sfide la prima si chiama comunicazione, contatto, collegamenti tra territori, aree.

Collegamenti che avvengono sicuramente in forma telematica ma non possono prescindere dalla mobilità fisica. In tal senso la ricchezza storico-archeologica trovata nell’asse Est e di cui in questi giorni Guidonia consacra la presenza nella sua territorialità, obbliga alla sospensione dei lavori in corso. Quindi, ora, la la strada da realizzare è di là da venire. Ma di là da venire anche la valorizzazione dell’antica strada romana, dei reperti, delle ville, di ogni bene che fa sognare i romantici, i visitatori notturni in cerca del grande colpo. Nell’incertezza insussistente – perché gli italiani in tutto e per tutto hanno fatto la scelta di proiettarsi come trovatelli nel futuro che li attende – i lavori aspetteranno di trovare la loro esplicazione. Troveranno l’obbligatorietà di rivedere percorso, tracciato, percorrenza. Con l’effetto che questa strada sarà percorsa dai nostri nipoti. E non è certo che loro potranno apprezzare i reperti che nel frattempo sono rimasti sepolti nella terra.