Di qui la Città decida di ripartire. Con o senza questo sindaco

 

I reati contestati sono “corruzione morale” e “concussione”. Secondo l’accusa avrebbe fatto pressioni indebite dalle quali però, al momento, non si evince dazione di danaro. Questo è quanto emerge dalle voci di Palazzo. Discussioni al telefono e parole in libertà. L’inquirente, ora, dovrà verificare se alle parole sono conseguiti fatti consistenti. Le misure del procuratore di Tivoli sono gli arresti domiciliari. Si stima, quindi che il sindaco di Guidonia possa reiterare il reato oppure scappare o inquinare le prove. Sono passaggi non indifferenti perché giustificano l’arresto del primo cittadino di un Comune, prima di aver emesso sentenza. Inutile sviluppare, per farle diventare improbabili notizie, la miriade di altre voci che trapelano. Non ci sono fonti dirette. Non si può dir nulla di quanto è stato brevemente accennato.

Il dato è che nella storia del Comune di Guidonia, per la seconda volta, dopo venticinque anni, il sindaco finisce agli arresti.

Una maledizione per una città che con fatica ha cercato di uscire dalla guerra senza quartiere. Una guerra animata dalle diverse fazioni dei due principali schieramenti, ma un contenzioso continuo che attiene strettamente ad individualità, quasi mai a interessi generali. La novità politica sostanziale è che in questo nuovo scenario gli schieramenti sono tre. E il Movimento Cinque Stelle sarà l’unico a potersi giubilare della sciagura personale incorsa al primo amministratore della città con parole-forza del tipo: “noi l’avevamo detto”.

Questa notizia va in converso alla tipologia di notiziario che volevamo proporre: uno specchio della città che consentisse di evidenziare, però, gli elementi di eccellenza proprio per consentire a Guidonia di superare in modo brillante la crisi costante che ha caratterizzato la sua terza generazione – quella che va dal cinquantesimo al settantacinquesimo anno della sua fondazione avvenuta nel 1937.

Pare proprio che Guidonia non sia destinata a trovare pace. Il primo corso amministrativo confermato con la seconda elezione si troverà probabilmente bloccato e costretto a sottoporsi al giudizio dei cittadini. Elemento che non deve minimamente impressionare un buon democratico, se non fosse che il quadro politico generale in questa città non ha dato modo ancora di esprimere una sua “borghesia”, intesa nel senso di una sua classe dirigente. Guidonia sempre più ostaggio di capi bastone, di volenterosi e di portatori di interessi – alcuni legittimi, altri no. Si dirà: un quadro generale che, in fondo, non è diverso da Roma, non è diverso dal resto del non-sistema-paese. Sicuramente.

Guidonia ha in più che conserva nel suo territorio una miriade di potenzialità non ancora espresse: aree industriali, aree logistiche a servizio dell’asse metropolitano, in urbanistica ed edilizia miglioramenti qualitativi che la portino al rango di città del terzo millennio.

Ma anche problemi non risolti (discarica e compatibilità dei settori industriali del travertino come del termalismo).

La questione è che i problemi potrebbero diventare ricchezza, ma restano problemi. Le possibilità di creare ricchezza non riescono a trovare sbocco e diventano problemi di nuovo.

Così non se ne esce. E la crisi può essere un’occasione per ragionare sul modello raggiungibile di questa città. Ma il dibattito si incentrerà sicuramente sugli indici puntati. E un’altra volta non se ne uscirà.