La frase campeggia dietro di lui. Si tratta quindi di un’espressione usata in modo pensato e non uscita dall’enfasi comiziante. In quest’ultimo caso avrebbe trovato giustificazione. Nell’essere invece prodotto di elaborazione mediata con altri, appare quindi maggiormente contestabile nei contenuti.

Come si legge, c’è scritto: “Per ottenere cose mai avute bisogna fare cose mai fatte”. L’esposizione è avvenuta durante il comizio di apertura della campagna elettorale, domenica 27 marzo, in Pineta.

Giambattista Lombardozzi avrebbe applaudito ad uno slogan come questo. Solo che la sua alta esperienza politica gli avrebbe suggerito di non farne un vessillo o di non proporlo come tema fondante della propria identità. Perché si deve ammettere che il Nuovo Polo Civico ha una difficoltà in più sugli altri. Mentre centrodestra e centrosinistra (nel bene o nel male) sappiamo chi sono, quelli della lista civica debbono farsi conoscere per quel che sono. E non è sufficiente la loro battaglia permanente per diffondere le loro idee durante gli anni di amministrazione Cinque Stelle. Debbono dire chi sono, sempre. (Perché è qui che cominciano i problemi perché all’interno ci sono ex militanti di Alleanza Nazionale come del Partito Democratico. E allora la frase che ricorre è quella di Renato Zero: “lui chi è? Ma perché l’hai portato con te?”).

Ed è proprio per queste motivazioni che esordire con un incipit di questo tipo può consistere in un boomerang per questi nuovi (ma vecchi) eroi.

“Ottenere cose mai avute” – implica questa sofferenza del non avere, del bramare cose mai avute … Un’idea di frustrazione che potrebbe essere offensiva per la dimensione di cittadinanza nella quale debbono entrare equilibri nei rapporti specifici tra persona e comunità. Il “voler ottenere”, invece, il “non avere”, continua quella linea di frustrazione esistenziale che, posta come base, offende il cittadino, invece di farlo riconoscere in un progetto condiviso.

E poi arriviamo alle dolenti note: “Fare cose mai fatte”. E cosa saranno mai queste cose mai fatte? Essendo stato fatto di tutto a Guidonia c’è dell’altro che ancora non conosciamo? Essendo visibile ogni comportamento lecito, la “cosa mai fatta” potrebbe strizzare l’occhio a cose illecite. “Cose” addirittura oltre quelle che nella recente storia di Guidonia si conoscono.

Ma l’obiezione a questi argomenti dirà che è stata volontariamente presa una significazione distorta e che l’afflato ideale a cui tendono è chiaro ed evidentemente quello arriva. Ma non è questa la dinamica del motto di spirito che per sua concezione deve prendere uno specifico e renderlo immediato, diretto e inequivocabile. Tutti i motti di spirito lo sono, contestabili o no, da qualsiasi parte arrivino. – Se dico: “la terra è di chi la lavora!” oppure “la proprietà è un furto”. Esprimo concetti discutibili ma non fraintendibili. Altrettanto se dico: “molti nemici molto onore” oppure “chi non è con me è contro di me”. Se ne può parlare, ma tutti saremo d’accordo sul loro significato e sul campo di applicazione possibile.

Difficile appare come una spinta così dubbia possa essere stata recepita dai moderati presenti nel Nuovo Polo Civico, così come da coloro che arrivano da esperienze con la sinistra. Pare che in quel piccolo parlamento costituito dalla formazione civica guidoniana la dialettica conosca misteriose mediazioni oppure che, in definitiva, quel che si dice abbia perso valore. Contano solo i portatori di voto.