L’estensione di un altro invaso doveva effettuarsi nel 2007, quando c’erano Marrazzo e Lippiello

Il timing in politica, ma anche nei ricorsi amministrativi, è tutto. La Storia ce lo insegna. E allora invece di questionare sulla discarica e sulle responsabilità del suo perdurare, la lezione che ci conferma la Storia è che le battaglie bisogna prenderle per tempo. Suo malgrado, il sindaco di Guidonia Montecelio, Eligio Rubeis, ha appreso l’esito del Tar.

Suo il ricorso del 2010. Inamovibile il Tar. Contro il dimensionamento dell’impianto di Tmb in via di realizzazione all’Inviolata, il dimensionamento a 190mila tonnellate, (provvedimento del 2007 del Presidente della Regione Lazio, all’epoca Piero Marrazzo), che in quell’anno avrebbe dovuto essere impugnato dall’amministrazione comunale, per sortire effetti positivi. Oggi è troppo tardi.

Nel 2007, il ricorso contro quel Decreto Marrazzo venne presentato al Tribunale amministrativo del Lazio per mano delle associazioni ambientaliste, Legambiente in primis. Ma da allora quel provvedimento, incentrato tra l’altro, proprio sul dimensionamento dell’Impianto a 190mila tonnellate, è andato in giro come rivendicazione, non come atto, giacendo inerte presso il Tar. Gli ambientalisti lo fecero proprio ma con scarsi esiti. Nel 2010, dopo tre anni dalla decisione della Regione Lazio, chiesero al Tar una sospensiva del Decreto Marrazzo, vedendoselo respingere. Ma i ricorsi al Tar vanno portati all’esito, nel bene e nel male, senza pensare di farci politica. “Il principale portatore di interessi collettivi – ha detto Rubeis – relativi alla salute e all’ambiente, tutte materie di pertinenza dell’amministrazione locale. Gli ambientalisti, invece di duplicare i provvedimenti dell’amministrazione, dovrebbero porsi l’obiettivo di avere un seguito, portare in piazza più di qualche decina di persone”.