IL tempo è una variabile indipendente dai problemi. Nel senso che i problemi possono anche nascondersi sotto un tappeto ma riemergeranno. Balzeranno fuori al punto che ci sarà bisogno di soluzioni inderogabili. E allora la situazione si dirà emergenziale. Le scelte saranno imposte dalla gravità dei problemi e non da convincimenti. IL problema oggi è il lavoro per gli addetti dell’impresa STR. Domani saranno di altre imprese del travertino. Non si può tentare di fare amministrazione pubblica nell’asse Est romano dimenticando questo convitato di pietra. (È proprio il caso di dirlo). E d’altra parte mentre il problema-italia, il problema di ogni grande realtà urbana del nostro paese, consiste nel tenersi ben strette le realtà che danno lavoro. A Guidonia, invece, alle imprese che non possono andar via (quelle del travertino) viene fatta pressione per dislocare. Quindi c’è attendismo da parte dell’amministrazione pubblica, c’è anche malcelata tendenza a liberarsi dell’impatto ambientale procurato dalle imprese estrattive. I due problemi non vengono risolti. Non si risolvono da trent’anni, tempo in cui la contraddizione territoriale emerge in modo stridente. Le amministrazioni pubbliche che si sono succedute hanno giocato all’attendismo con la conseguenza di peggiorare i problemi e con la speranza che i problemi si risolvano da soli, col tempo. Ma il tempo non aiuta. Molte imprese se ne sono andate. Alcune hanno cambiato ‘core business’, altre hanno preferito altre aree dove estrarre. Di certo, a Guidonia non si estrae più come venti anni fa. E forse la logica delle non decisioni a questo voleva arrivare: portare un settore industriale a consunzione naturale. In tal senso il governo della città è organico all’esistente e in continuità col passato. La loro mancanza di strategia nel cercare interlocutori e di trovare prospettive per il sistema-paese li porta ad essere più scoperti. Ma la situazione non è cambiata gran che dal passato. (Cerqua nel ’98 provò una ‘pragmatica sanzione’ che tenesse tutto come era in attesa che la Regione Lazio desse i suoi profili di indirizzo, cosa che poi non è avvenuta).
IL Consiglio comunale di oggi, giovedì 6 settembre 2018, venti anni più tardi, non riporta al centro il lavoro bensì il ruolo della politica che non c’è. Nel senso che è troppo facile oggi rinverdire il motto: “innanzitutto il lavoro!” Vero. Giustissimo. Oggi si è in mostruoso ritardo su un ripensamento del territorio e i suoi destini, con la prospettiva di dargli una missione: 1) come far convivere il termalismo e l’escavazione? 2) IN Regione Lazio si diceva che l’area tiburtina doveva affermarsi innanzitutto per il marketing territoriale. Ma che significa questo? 3) L’idea è che in zona Guidonia non si cavi più e si faccia solo esposizione? 4) E quale appeal potrà mai avere il “travertino romano” se non sarà più romano?
“Ma sussiste sempre il problema occupazionale!” Potrebbe essere assorbito portando nelle aree artigianali incomplete nuove attività. Ma è ancora una prospettiva credibile in un ‘sistema-paese’ dove è più facile si de localizzi? Può l’asse tiburtino fare a meno di veder rappresentata l’impresa di escavazione e valorizzazione del materiale lapideo? …
Troppe domande. Tentare di rispondere è un lusso che Guidonia non può permettersi. Quindi, “innanzitutto il lavoro”.