Giovani della Lega depositano il simbolo della cristianità per ricordare il senso profondo della tradizione che non deve perdersi nel senso attuale della crisi né deve confondersi con feticci della modernità

Sono un gruppo di ragazzi. C’è Alessandro Messa, solo perché tra le persone più conosciute come rappresentante della Lega cittadina. Insieme ad altri hanno dato vita a una rappresentazione della rappresentazione. Questa ultima consiste nella natività di Cristo ed è il simbolo di speranza della cristianità. L’ultima rappresentazione invece è quella contro il rifuggire gli stilemi del consumismo fine a sé stesso oppure della grande paura determinata dalla pandemia. Si tratta di un momento di crisi profondo, vero, ma come tale deve fortificare il senso delle radici e la costituzione del proprio essere. Nella nostra società a dare le coordinate di questa impalcatura esistenziale, comunque la si pensi, c’è proprio la cristianità.

Il regalo deve essere ricompreso, quindi, all’interno di una più vasta operazione di recupero della nostra identità. Comunque la si pensi, qualsiasi sia il proprio convincimento religioso, il senso di chi siamo – ci dicono questi ragazzi – non può prescindere da quel che siamo e da dove arriviamo.