Da una parte il consigliere Giovanna Ammaturo che arringa le sue fila per un’iniziativa contro il centro di accoglienza a Case Rosse – “Ma – di dirà – Case Rosse è a Roma”. “Stiamo al confine con il comune di
Guidonia – risponde Ammaturo – e inevitabilmente le problematiche si riverseranno anche nelle nostre strade. Non
dobbiamo pensare solo a pagare l’affitto ad un privato e offrire cibo e alloggio, mentre tanti
Italiani sono al palo”.
D’altra parte c’è il consigliere Arianna Cacioni con la sua componente guidata da Alessandro Messa. Cacioni e Messa da poco sono entrati nella Lega provenendo da Fratelli d’Italia. Ma le loro iniziative stanno avendo già una vasta eco a Guidonia, come “la battaglia dei genitori contro il taglio delle ore dell’assistenza culturale e didattica nelle scuole”.
Qualsiasi organizzazione politica presenta diverse anime. È una ricchezza della democrazia. Però raramente capita di vedere ostilità di una componente rispetto l’altra. Nell’iniziativa di Ammaturo, che potrebbe essere sottoscritta da tutto il partito, non c’è menzione all’altro consigliere, Arianna Cacioni. L’ex Fratelli d’Italia recentemente ha chiesto l’ingresso nel partito di Salvini. Non si tratta di schizofrenia della Lega, bensì di bipolarità locale, laddove però i fini e i mezzi per conseguirli potrebbero essere benissimo assemblati. E invece ciascuna delle due componenti va per la sua strada, ciascuno che le sue iniziative. Sicuramente le ostilità sono state aperte da Ammaturo – non sussistono comunicazioni polemiche di risposta da parte della componente Messa-Cacioni.
Guidonia ‘non è un paese per vecchi’. Le inquietudini affiorano in ogni dove. Ma se questo rende divertente il tratto descrittivo, si allontana la possibilità di risolvere nodi eternamente sospesi. Rimanendo in ambito Lega: il comportamento adeguato con i Cinquestelle che governano il paese ma coi quali non governano la città. Tutt’altro.