L’assessore Patrizia Salfa raggiunta al telefono da un certo Silvio Berlusconi

Tutti conosciamo Patrizia Salfa e la sua passione politica vera, profonda. Da tempi non sospetti Patrizia Salfa se ne infischia del politically correct, dice quel che pensa, superando ogni conformità al pensiero comune. Oggi sostenere il Cavaliere non è lo stesso che agitare le bandiere di Forza Italia negli anni ’94, 2001 o 2008. Nella congerie dei cortigiani – “vil razza dannata” – che occupano il palazzo, oggi prendere carta e penna – o più attualmente, usare la tastiere del computer – per spedire una mail e fare un atto di testimonianza verso il proprio leader, sotto pressione da forze che arrivano da ogni dove, consiste in un atto di coraggio vero per chi come l’assessore di Guidonia non ha il paracadute in caso di disfatta.
Patrizia Salfa non ha paura di questo perché ha sempre abbracciato tesi controcorrente, i cui effetti controproducenti erano un’eventualità più che probabile.
L’assessore Patrizia Salfa ha scritto a Silvio Berlusconi, mostrando sé stessa e la sua storia, condivisibile a molti altri come lei, senza nessuna tentazione a mostrarsi come reduce ma con la piena convinzione che questa fase sarà solo di transizione. La stessa profonda convinzione che ha sostenuto i molti militanti dell’Msi che per quarant’anni hanno affrontato l’isolamento politico e in alcuni casi una vera repressione.
Come per il Principe di Machiavelli è il Principe che riconosce il suo mondo e lo elegge. Berlusconi ha riconosciuto Patrizia Salfa e l’ha chiamata al telefono. Un messaggio di ringraziamento per la fiducia e anche l’assessore ha chiesto la presenza del Cavaliere nella sua Guidonia.
La conversazione è stata riportata in moltissime cronache. Qui vorremmo proporre la nota della Patrizia Salfa che da questo modesto avamposto giornalistico salutiamo con affetto. La correttezza di un carteggio che resta comunque privato ci induce ad altro comportamento.