Ora che sono su campo tre schieramenti, anzi quattro, inizia da una parte il lotto sui possibili vincitori, ma soprattutto le ipotesi sui contenuti di questa campagna elettorale.

Il PD coi Cinque Stelle si porranno sicuramente come forza di governo in stretta continuità con la Regione Lazio – argomento sempre seducente per l’elettorato di Guidonia molto politicizzato. Ma è anche vero che il governo della Pisana è arrivato a fine mandato e dopo qualche mese passerà al vaglio elettorale in una situazione totalmente diversa e che nessuno conosce.

Il Nuovo Polo Civico parlerà a tutto l’elettorato di riferimento senza timore di impacci dialettici di chi potrebbe chiedere il conto di politiche sbagliate, in Regione, come in città, tanto più a livello nazionale. Quelli di destra parleranno all’elettorato di destra, quelli di centro e di sinistra lo stesso riferendosi ai loro votanti di riferimento.

L’altro schieramento potrà invece definirsi interamente tale potendo far sfilare Forza Italia, Fratelli d’Italia e Lega. Ma la differenza con gli altri consiste nella candidatura a sindaco di Alfonso Masini. L’ex dirigente del Comune è ben conosciuto e stimato da tutti, conosce perfettamente la città a cominciare dalla sua storia per finire ai suoi problemi e, cosa più importante, conosce al dettaglio il funzionamento della pubblica amministrazione e specificamente come funziona Guidonia Montecelio. Solo il riserbo da mantenere per evidenziare equidistanza nella descrizione degli eventi consiglia di evitare di dire che è il candidato ideale.

Accanto a loro un ruolo importante potrebbe svolgerlo Claudio Zarro e le sue liste civiche. Ma non tanto per il coefficiente elettorale che riuscirà ad esprimere tanto per la capacità di causare emorragia di voti. Lo schieramento da cui riuscirà ad attingere più voti sarà quello maggiormente penalizzato e potrà decretare la vittoria del suo avversario.

Tante altre variabili. Prima fra queste l’elettorato in uscita. Gli astensionisti nella precedente tornata elettorale furono la metà degli aventi diritto. Ma è anche vero che erano recentemente passate le inchieste della magistratura che avevano smantellato l’amministrazione uscente. A fine maggio, o inizio giugno, l’atmosfera sarà diversa. Importante vedere se si sarà formato un clima di fiducia tra la gente. Questo potrà determinarlo il grado di uscita dallo stato pandemico ma anche il perdurare dello stato di guerra in Ucraina.

Variabile per eccellenza sarà il modo di condurre la campagna elettorale. Ma per quanti errori si potranno fare nessuno sarà più grave dello scontento che sui Social appare palpabile nei confronti dell’amministrazione Cinque Stelle. La variabile vera allora sarà se il PD riuscirà a fare il miracolo di far dimenticare le lagnanze di questi anni.