Sulla via di arrivare a conclusione il primo giro di valzer con quattro candidati sindaco. Due per gli schieramenti che fanno parte delle categorie logiche a cui gli italiani sono abituati: centrodestra e neo-centrosinistra. Gli altri due, liste civiche. Ma in verità lo è solamente una: quella di Claudio Zarro. L’altra, il Nuovo Polo Civico, si pone come civica ma è double face. Se si obietta al tramonto e alla delusione della fase liste civiche ridiventa politica. In effetti sia il candidato sindaco Mauro Lombardo, che i suoi rappresentanti nelle liste, sono conosciuti dalla città come rappresentanti di diversi partiti: nel centrosinistra come nel centrodestra.

La proposta del neo-centrosinistra – o campo progressista – guidato da Alberto Cucurru invece guarda al forte legame dei suoi rappresentanti con la Regione Lazio e con gli ambienti che contano nel sistema paese. Solo che è difficile da sapere quanto questi legami saranno utili il prossimo anno quando si andrà a votare per il nuovo governo della Pisana e anche per il rinnovo delle Camere.

La notizia del centrodestra ne svela un’altra. La prima è che ha trovato unità, cosa che non era affatto scontata in origine. La seconda che questa unità è stata trovata sulla forza del candidato: Alfonso Masini, ex dirigente ai Servizi Sociali e alla Cultura del Comune di Guidonia.

Sono nozioni, queste, che si conoscevano anche un mese fa. Chi in questo ventaglio di schieramenti pensava di farsi orientare dalle proposte specifiche è rimasto deluso. Come più volte abbiamo detto, mai una campagna elettorale così nevralgica per il futuro della città si è presentata così asfittica, timida, povera di idee. L’aspetto determinante consiste solo nella grande quantità di candidati in Consiglio comunale: 484. E sempre nella forza dei candidati al Consiglio comunale la capacità di muovere consensi. Quasi a disperare della mobilitazione di una forza di opinione capace di guardare a un’opzione precisa. IL realismo delle liste guarda esclusivamente ai candidati forti, quelli che prendono tanti voti, per intenderci. Gli altri sono solo apparenza.

Ma è anche vero che la società italiana è uscita da un periodo di ristrettezze nei normali comportamenti di vita. Guidonia esce sostanzialmente da un periodo commissariale perché l’amministrazione uscente dei Cinque Stelle può intestarsi lavori di ordinaria amministrazione. L’ingresso del Pd invece fa vanto delle opere pubbliche finanziate dalla Regione Lazio e dal grande evento della Ryder Cup che metterà, in positivo, sotto sopra la città. Ma gli altri oppongono che anche queste opere sono arrivate con ritardo e porteranno più disagi che miglioramenti.

Ma va pur detto che le opere pubbliche sono di tutti. E ne potrà fare tesoro anche il centrodestra se dovesse aggiudicarsi la partita. In più però la coalizione di Alfonso Masini avrà modo di ripensare all’intero assetto della città. L’ex dirigente è uno che se ne intende. Partirà proprio dalle sue passioni, che non dovrebbero essere solo le sue ma di tutti.

Innanzitutto la valorizzazione storica dell’antica Corniculum e la trasformazione del centro storico in un polo turistico attrattivo. Il recupero del senso di Città di Fondazione per Guidonia, un ruolo da dare all’aeroporto militare, ma sempre sul piano delle scelte sostanziali il potenziamento delle aree industriali affinché diventino attrattive per nuova “volontà di impresa”. La grande operazione di estensione del Car dovrà dare un ruolo alla città affinché non replichi quella funzione di passacarte per la Regione senza alcun ritorno chiaro in termini occupazionali.

Sono queste le misure centrali per ridare un volto ai quartieri ed essere competitivi nell’aggiudicazione di fondi per la rinascita della città. Senza un filo conduttore che arrivi da una direzione politica che ha riferimenti certi nelle stanze che contano, non si vede come Guidonia possa farcela nel suo immediato futuro. Ed è per questo che è chiara la guida strettamente politica da recuperare. La sua classe dirigente deve essere in grado di parlare nei luoghi che contano. Chiedere per ottenere.

E le parole, che in definitiva neanche si sono dette in questa campagna elettorale, non peseranno perché dovranno essere le concretissime linee di cambiamento a modificare il quadro di una città che altrimenti è destinata ad esser terra di conquista di voti. E noi questo non lo vogliamo.

Guidonia alzi la testa! È arrivato il momento di scegliere.