La campagna elettorale si conclude nel peggiore dei modi. La notizia per cui si sono stoppati gli avvisi di pagamento in situazione elettorale però non stupisce nessuno. La corsa dei contendenti è ai distinguo e alle esecrazioni. Ma in effetti è un’attenzione che adottano un po’ tutti in situazione elettorale. Non lo fece Ezio Cerqua nel Duemila e non a caso perse le elezioni. Il problema dei personaggi che occupano le cronache oggi consiste nella spudoratezza, detta anche delirio da pretesa di impunità. Infatti lo scrivono nero su bianco, come pare abbiano fatto, secondo quanto riporta dettagliatamente Elisabetta Aniballi.

Ai distratti dobbiamo ricordare che il PD è in giunta da un anno. Può essere sfuggita una direttiva di questo tipo se non ci fosse anche il dolo?

Ma questo non è il solo guaio che si avventa sul partito di Enrico Letta (i titolari di questa premiata ditta sono diversi), Qualcuno dovrebbe pur dirgli che il partito da lui massimamente diretto ha mancato il ballottaggio. “Ma – si dirà – una debacle può capitare e quando succede può toccare a chiunque. Stavolta è toccata a Guidonia”.

La notizia infatti inizia dopo. Quando i maggiorenti di partito non accettando il verdetto elettorale giocano questa disperata carta di dare una chance a sé stessi, dando un’indicazione proprio a quell’agglomerato di liste civiche nate in polemica proprio con loro. Il Nuovo Polo Civico che gioca a pieno titolo per il ballottaggio è formato da politici di professione nati e cresciuti all’interno del PD e che ancora oggi ne fanno parte. Hanno però deciso di andarsene per formare una coalizione senza suggelli del partito. Questo proprio perché ritenevano superata la logica di gestione delle nomenclature che dall’alto decidevano alleanze e gestione delle candidature. Le persone che se ne sono andate, senza neanche sbattere la porta, con indifferenza, sono ora state premiate dall’elettorato. E ora il Partito Democratico sconfessato dalla società reale cerca comunque un ruolo per cercare di stare in campo. Un modo per non accettare la sconfitta, almeno da parte del suo gruppo dirigente. Ma come la pensano i suoi numi tutelari? Anna Rosa Cavallo, Sabatino Leonetti, Ezio Cerqua sono dello stesso avviso? Molto difficile.

D’altra parte è vero anche che se il Nuovo Polo Civico accettasse l’aiutino dovrebbe tenerne conto con una nomina in giunta, ma così facendo negherebbe sé stesso. I politici di tutti i partiti hanno gettato le loro vesti per indossare la tonaca del civismo e poi accetterebbero il primo dei partiti politici. In un solo atto negherebbero loro stessi e il motivo per cui sono stati premiati con un buon risultato elettorale.

La politica non è solo giochi di alleanza, giochini e bordate per ottenere il consenso. È logica. Questa è stringente. Se non la si segue preferendo la convenienza del momento inevitabilmente si finisce per pagare pegno. Il primo errore è stato entrare nella giunta Cinque Stelle contro la quale era stato detto di tutto.

Di qui si sarebbe dovuto aprire alle forze vive della città e incentivarlo attorno a sé tanto civismo, ma a seguito di una propria proposta, non andando a seguito di altre proposte come un qualsiasi partitino gregario. Ma fare politica, lavorare sul territorio, recuperare il sociale, la vita attiva delle sezioni, sono cose che implicano lavoro, attenzione, dedizione. Mejo fare i post su facebook. Va tutto bene, se va bene agli elettori PD. Solo si dovrà capire cosa faranno domenica 26. Andranno al mare? Andranno a votare? E per chi? Contrariamente alle indicazioni di scuderia potrebbero invece preferire un buon democratico come Alfonso Masini? Un peso specifico così consistente sarà decisivo per vincere o perdere. Ma quello degli elettori PD, non quello dei loro dirigenti.