E dà una notizia: rinviato l’inizio dell’attivazione del TMB che prevedeva il collaudo

Il collaudo dell’impianto di TMB dell’Inviolata non apre i battenti. Non oggi almeno. Non ci sarà il collaudo annunciato per questa giornata. Lo hanno riferito gli amministratori di Ambiente Guidonia Srl che gestisce la struttura destinata alla gestione dei rifiuti solidi urbani di buona parte della provincia romana.

Non è una grande vittoria democratica. Probabilmente sono sopraggiunti dei problemi alla gestione dell’impianto. La comunicazione del sindaco non riferisce di specifiche pressioni affinché fosse rimandato questo grande inizio dei lavori. E poi la decisione è stata presa. Una volta arrivati alle autorizzazioni ambientali da parte della Regione Lazio ed emessa l’ordinanza di Gualtieri, nelle vesti di presidente della Città Metropolitana, per il collaudo impossibile arrivare a un loro ripensamento riportando il problema dei rifiuta alla base di partenza.

La battaglia è contro tempo. Ma è pur vero che: “al momento non è stabilita alcuna data” – riferisce sempre la narrativa del sindaco in persona.

Di qui la stessa narrativa si perita di rispondere ad ogni punto di obiezione raccolto in questi giorni.

IL sindaco difende la legittimità delle proteste ma non crede al fatto che possano essere strumento di dissuasione. La misura per avere una possibilità che l’impianto non entri in funzione è quella della controversia legale – continua a sostenere il sindaco di Guidonia Montecelio. L’argomentazione è quella ben conosciuta da tutti. “questa apertura, avrebbe un’altra attività che impatta negativamente sul territorio e, in particolare, su un’area che per vocazione dovrebbe essere un attrattivo parco naturalistico e archeologico”. (Ma si mostra come una giusta argomentazione di merito, che di legale ha ben poco. L’amministrazione dell’impianto e l’organo di governo politico che la determina hanno seguito ogni procedura per arrivare all’attivazione. Difficile inserirsi in un vizio di forma. La contraddizione di fare un impianto meccanico per i rifiuti in area decretata parco archeologico era nota all’origine, eppure la destinazione non è stata d’impedimento).

“È un problema che ereditiamo dal passato” – dice il sindaco. (Certo. Quando lui era vice sindaco). , Arriva poi alla questione di sostanza. “Chiederò – dice sempre il sindaco – che da subito, già dalla fase del collaudo, sia assicurato e versato il contributo a titolo di ristoro economico alla nostra comunità per il grave disagio ambientale che sarà sofferto, in base alle norme regionali in vigore e nella sua previsione massima”.