Scende in campo Marco Bertucci candidato in Consiglio regionale per Fratelli d’Itala

Marco Bertucci ha un merito sugli altri. Pur in maggioranza nel centrodestra si schierò contro la realizzazione dell’impianto TMB dandone evidenza con il suo banco vuoto al momento delle votazioni in Consiglio comunale. È un dato che lui non rivendica ma che i cronisti debbono ricordare per evidenza di ricostruzione storica. In una sua comunicazione individua il presidente della Città Metropolitana Roberto Gualtieri che nel più importante ruolo di sindaco di Roma fa gli interessi esclusivi della sua amministrazione e non dell’area vasta, dove la retorica di sinistra ha sempre concentrato le sue attenzioni.

“Le politiche” – tipica espressione della sinistra piddina – “non possono guardare una sola concentrazione di problemi e di interessi ma debbono rispondere a problemi generali di un’area” – è la dottrina della sinistra con cui si è sempre cercato di emancipare gli altri. Ora che deve essere messa in pratica è proprio chi la dovrebbe attuare ad entrare in contraddizione. È quindi Roberto Gualtieri l’obiettivo polemico di Marco Bertucci quando dice: ”quello che ritengo assurdo, e fortemente simbolico del tipo di politica del Pd, è come il sindaco di Roma stia vestendo i panni di primo cittadino della Capitale e della Città Metropolitana, ricordiamolo, ex provincia, calpestando di fatto la volontà di un Comune limitrofo, su cui non ha alcuna autorità”.

Sono storture della creazione di un organismo che si traduce semplicemente nella contiguità di un Comune, quello romano. L’organismo in questione si chiama Città Metropolitana. Non è nella testa dei cittadini, non viene direttamente votato ma formato attraverso un sistema di delega dei diversi comuni che ne fanno parte, ma decide. La Città Metropolitana è diventata un’emanazione di Roma. Anzi, è nata per questo fine. Ne è convinto Bertucci che parla di “prevaricazione territoriale”,

Le risultanze sono evidenti: “Guidonia Montecelio costretta a subire sulla propria pelle i problemi di un’altra città, che la utilizza per sanare una sua emergenza”.

In buona sostanza, la deduzione di Bertucci, è che Gualtieri dimostrando di non essere un buon sindaco di Roma evidenzia limiti oltre che arroganza nei panni di presidente della Città Metropolitana. La deduzione si conclude con il fallimento della politica del PD in tutto e per tutto. Il ragionamento coinvolge anche il Movimento Cinque Stelle. “Ieri – osserva sempre Bertucci – stava manifestando contro il TMB e probabilmente contro la sua acclarata incapacità di risolvere problemi: amministrazioni, quelle del cosiddetto governo giallorosso, che in nessun modo e più o meno ovunque si sono dimostrate capaci di prendersi delle responsabilità davanti alla cittadinanza, incapaci di proporre un piano rifiuti degno di essere chiamato tale”.

L’ultimo strale è dedicato ad Amato, candidato alla presidenza della Regione Lazio per il PD. “ha confermato la volontà di realizzare un inceneritore per Roma. Progetti vetusti, amministrazioni cieche: nessuna novità nella proposta politica del centrosinistra. Ma non c’è di che stupirsi”.