Si chiama Progetto Vita Indipendente. A parlarne è Adalberto Bertucci. Il candidato di Fratelli d’Italia interviene sulle condizioni spesso difficili in cui si trova chi rimane da solo, in età avanzata, con alcuni deficit che ne inibiscono la piena libertà di azione. “I modelli di cittadinanza – spiega Bertucci – debbono guardare a queste figure che sono i protagonisti silenziosi delle nostre città. Sono persone senza rappresentanza. Non protestano, non strepitano. Ma la loro sofferenza silenziosa resta un macigno silente nella coscienza di ciascuno di noi”. La novità del pensiero politico di Bertucci guarda a questa figura sociale. La persona sola, disallineata da criteri di individuazione sociale, culturale e sindacale. Ma tutti insieme, queste persone, rappresentano una grande fetta della comunità della città.

Entrando del tecnico: “Si debbono definire linee comuni per l’applicazione dell’art. 19 della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, fissando i criteri guida per la concessione di contributi, per la programmazione degli interventi e servizi e la redazione dei progetti individualizzati, come si legge sulla pagina dedicata del sito del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali”.

L’orizzonte in cui si muove l’ONU e, più concretamente, la politica sociale di Guidonia deve “costruire un modello di intervento condiviso in materia di vita indipendente, perché alla persona con disabilità sia consentito scegliere, in piena libertà ed autonomia, come vivere, dove vivere e con chi vivere, in un percorso che si compie insieme alle Regioni ed alle federazioni delle persone con disabilità, con cui sono state individuate le aree di intervento per giungere alla messa a punto di un modello operativo nazionale”.

Su tutto questo c’è un progetto del Ministero. “Il progetto Vita Indipendente è distrettuale, ed è di grande importanza. Quello che intendo fare, con Masini sindaco, è offrire alla cittadinanza una assistenza puntuale e approfondita con la predisposizione di uno sportello ad hoc, servizio che andrebbe ad aggiungersi a quello distrettuale ed alla già lodevole attività svolta dai Servizi Sociali del Comune”.

La prossima amministrazione di Guidonia dovrà svegliarsi anche su questo ambito. “Spesso per mancanza di tempo o di informazioni chi potrebbe usufruire di alcuni benefici non riesce a farlo, quando basterebbe soltanto una riorganizzazione dei servizi ed una ottimizzazione delle risorse in dotazione all’Ente, di concerto con il distretto sanitario e con tutti gli enti preposti. Si risparmia su molto, non si dovrebbe farlo sulle politiche sociali, che sono la cartina di tornasole di un Comune vicino ai suoi cittadini”.